Concept
L'Elmo Romano
L'Elmo romano, utilizzato dall'esercito romano nel corso degli oltre dodici secoli di vita, dalla data della fondazione della città (753 a.C.) fino alla caduta dell'Impero romano d'Occidente, avvenuta nel 476, subì numerose modifiche nella forma, nei materiali che lo componevano e nelle dimensioni. La sua funzione principale era quella di coprire il capo del fante, cavaliere romano dalle armi d'offesa del nemico.
I primi elmi romani erano influenzati dalla tradizione armiera greco-italica per poi essere modificati durante l’espansione dell’Impero. Nuove esigenze e nuove opportunità orientarono gradualmente l’esercito romano verso la scelta di soluzioni più adeguate ai tempi e alle necessità. L’espansione nelle Gallie aveva prodotto un prolungato contatto con la cultura materiale locale e con i prodotti migliori del tradizionale armamento celtico. I caratteristici elmi in ferro appartenuti alle fiere tribù galliche sconfitte da Cesare furono rapidamente adottati dai soldati romani, in linea con la secolare tradizione che imponeva di far proprio quanto di meglio fosse appartenuto al nemico, ma anche con la necessità di fronteggiare minacce nuove: larghi e robusti paranuca, ampie paragnatidi, rinforzi frontali e nervature sulla calotta divennero elementi di protezione strutturale indispensabili per affrontare mischie serrate con nemici vigorosi e agguerriti come i Celti e i Germani, che in battaglia prediligevano una scherma basata su fendenti e violenti colpi portati dall’alto verso il basso.
Locuzione latina "hic sunt leones" (in italiano, "qui ci sono i leoni"), ricorrente nella storiografia e nella pubblicistica sarebbe comparsa su carte geografiche dell'antica Roma e di età successiva in corrispondenza delle zone inesplorate. La frase stava ad indicare che non si sapeva cosa si trovasse in quelle lande sconosciute, a parte il fatto che fossero abitate da belve (alle quali occorreva prestare attenzione).





