Concept
Cesare
Giulio Cesare, “il più grande figlio di Roma”, protagonista della storia avvolto da un’aura di eccezionale esemplarità per il complesso equilibrio delle sue caratteristiche personali. Condottiero invincibile e fulmineo nel raggiungere gli obiettivi e intelligente stratega nell’individuarli; politico coraggioso nel prendere decisioni gravide di conseguenze come quella di non sciogliere l’esercito nonostante l’ultimatum del senato di Roma e manovratore ponderato nel valutare rischi e benefici di ogni sua azione; personalmente ambizioso sino a propagandare ad arte una sua origine divina risalente a Venere, madre del fondatore Enea, e statista attento alle necessità organizzative e legislative dello stato e a quelle del popolo romano; uomo d’arme che nelle imprese belliche costruisce la sua fortuna militare, finanziaria e politica, scrittore-storico dai modi asciutti e incisivi non privi di fascino letterario; e infine uomo pubblico e di legge dalle virtù irreprensibili e amante appassionato incurante dello scandalo dell’opinione pubblica e del senato per le sue relazioni irregolari apertamente dichiarate.
Un esempio di umanità forte, determinata e segnata dal destino, prima glorioso poi tragico, la figura di Giulio Cesare non poteva non entrare nel mito.
Veni, vidi, vici (lett. Venni, vidi, vinsi) è la frase con cui, secondo la tradizione, Gaio Giulio Cesare annunciò la straordinaria vittoria riportata il 2 agosto del 47 a.C. contro l'esercito di Farnace II a Zela nel Ponto.
Le parole vengono citate nella Vita di Cesare (50, 6), una delle famose Vite del biografo greco Plutarco:
"Subito marciò contro di lui con tre legioni e dopo una gran battaglia presso Zela lo fece fuggire dal Ponto e distrusse totalmente il suo esercito. Nell'annunziare a Roma la straordinaria rapidità di questa spedizione, scrisse al suo amico Mazio tre sole parole: "Veni, vidi, vici".






